
Dal carrello al capitale: come il Food & Beverage europeo crea valore nel 2025 - Business Services
Nel biennio 2024–2025 il Food & Beverage (F&B) europeo—con l’Italia in prima fila—ha riacceso il motore dell’M&A: deal flow normalizzato, maggiore selettività su asset “difendibili” (supply chain e capacità produttiva), premiumizzazione guidata da wellness/functional e pipeline exit trainata da acquirenti strategici. Nel primo semestre 2025 i deal PE globali nel F&B CPG sono 224, con distribuzione equilibrata tra minoranza (36%), add-on (35%) e platform (28%); i segmenti shelf-stable (74 deal), fresh food (72) e beverage (39) restano i pilastri operativi. Fonte: PitchBook, Q2 2025.
CONTESTO MACRO E TREND STRUTTURALI
Stabilizzazione tassi, inflazione in rientro e credito più “aperto” hanno favorito la ripresa del 2024 e la tenuta nel 2025, con un range trimestrale “normalizzato” di 90–120 deal PE globali nel F&B. Dopo il picco 2021 e la correzione 2022, il 2024 è tornato a 478 deal; Q2 2025 si colloca a 92 deal, in linea con la fascia target. Fonte: PitchBook, Q2 2025.
Sul lato consumi, polarizzazione: fasce orientate a convenienza (spinta alle private label) convivono con consumatori premium/wellness-driven. Per gli investitori ciò si traduce in due binari vincenti: piattaforme “value” efficienti e brand better-for-you ad alta distintività. PitchBook segnala inoltre che fresh e premium beverage mostrano valutazioni “calde”, con rischi di compressione margini e scalabilità supply chain da verificare.
Implicazione per Europa e Italia. Il tessuto industriale frammentato (PMI e brand regionali) rende attrattivo il buy-and-build su categorie “core dispensa” (sughi, conserve, bakery, snack), mentre i gruppi multinazionali continuano a razionalizzare i portafogli, alimentando carve-out appetibili per PE con tesi industriale chiara. PitchBook consiglia focus su piattaforme shelf-stable innovative, private label, pet food e specialty baked goods: supply chain resiliente, margini difendibili, domanda strutturale.
DINAMICHE DEL DEAL FLOW
Mix H1 2025 (globale, valido come bussola per EU/IT):
- Minoranza: 68 deal (36,4%) – preferenza per partnership in brand in rapida crescita.
- Add-on: 66 deal (35,3%) – consolidamento attivo, soprattutto in bakery e shelf-stable.
- Platform: 53 deal (28,3%) – priorità a target con capex/supply chain difendibili e scala industriale.
Fonte: PitchBook, Q2 2025
Casi e segnali utili (Europa/Italia): nel Q2 2025 figura Investindustrial → Grupo Alacant (gelati; buyout), esempio di platform/adjacency sul perimetro fresh/dairy; in Italia, Mec3 (ingredienti dessert) è nella lista dei deal del trimestre, segnale della centralità italiana nei segmenti ingredientistica/dolciario. Fonte: PitchBook, Q2 2025.
SOTTOSEGMENTI CHIAVE
Beverage (Functional, Soft drinks & Juices, Alcohol)
Functional & nutrition platforms catalizzano capitali e trade exit: Kate Farms → Danone (specialized nutrition), Mela Watermelon Water → Calypso (hydration Gen-Z), Harvest Hill → Castillo Hermanos (roll-up “iconic juices” → exit $1,5 mld). Sono deal “high-value, lower-volume” che confermano la selettività del capitale su brand con posizionamento salute e canali pronti a scalare.
Nel beverage 2025 YTD l’alcohol (craft spirits) guida con 19 deal, sostenuto da logiche di consolidamento di marchi/regie produttive; soft drinks & juices segnano 7 deal in H1 (on pace >2024), a conferma della trazione sul non-alcolico premium.
Takeaway EU/IT: spiriti artigianali e bibite premium restano buoni terreni di roll-up (produzione, imbottigliamento, DSD), con exit trade ricorrenti.
Shelf-stable & Bakery
Lo shelf-stable è il pilota di volume nel 2025 (H1: 74 deal), con forte liquidità in uscita (62 exit nel 2024; altre 18 in H1 2025). I bakery beneficiano di innovazioni gluten-free/better-for-you, di economie di scala e di reti distributive europee da razionalizzare. Per il mid-market EU/IT è la palestra ideale di buy-and-build.
Fresh Food
Il fresh mantiene domanda sostenuta (salute, local/organic), ma presenta sfide di scalabilità e capex che richiedono discipline industriali. Tuttavia, è anche l’area più dinamica in exit: record 81 exit nel 2024 e 21 in H1 2025.
Pet Food
H1 2025: 11 deal (quasi quanto l’intero 2024) → domanda strutturale e premiumizzazione (ingredienti funzionali). Tema pan-europeo: capacità produttiva e co-manufacturing come vantaggio competitivo.
Alternative Meat & Dairy
Segmento in assestamento: alta visibilità ma valutazioni “calde” e domanda più selettiva; per operazioni EU/IT, focus su tecnologie proprietarie o nicchie ad alta densità di margine.
BENCHMARK E METRICHE OPERATIVE PER IL PRICING
Nota Metodologica: Abbiamo utilizzato come fonte PitchBook, che offre una vista solida su volumi, mix e direzioni di capital allocation, meno su mediane EV/EBITDA per sottosegmento. I benchmark di valutazione seguenti sono da considerarsi indicativi, derivanti da: (i) operazioni annunciate EU/IT osservate da HCF nel 2024–H1 2025, (ii) price talk di advisor/finanziatori, (iii) comparabili cross-border su brand, margini e profilo crescita.
Range indicativi (Europa/Italia, operazioni mid-market):
- Pet food (premium/private label con scala produttiva): 12–17x EBITDA (outlier >17x per asset top brand/contract manufacturing distintivo).
- Functional beverages & nutrizione (brand con traction >€40–60m ricavi): 11–15x EBITDA; casi “hype” anche >15x in presenza di canali DSD e gross margin elevati (attenzione a capex/logistica).
- Shelf-stable branded & specialty pantry: 9–12x EBITDA; arbitraggio possibile via consolidamento e sinergie produttive/commerciali.
- Bakery industriale (con innovazione BFY/GF): 8–11x EBITDA con premio per impianti moderni e export mix.
- Fresh packaged / ready-to-eat: 7–10x EBITDA, variabile in base a shelf-life, asset intensity e concentrazione clienti.
Driver di premio/sconto: qualità e stickiness dei canali (GDO vs DSD), quota private label, capacità produttiva scarsa e difendibile, penetrazione export, disciplina S&OP e capex. (Analisi HCF su base dati pubblici e transazioni EU/IT 2024–H1 2025).
ATTIVITA' PRIVATE EQUITY EUROPA E ITALIA
Investitori attivi 2021–2025. Tra i più ricorrenti nella mappa PitchBook figurano operatori europei e globali come Unigrains, Bain Capital, CVC, nonché fondi growth/sovereign che entrano in minoranza su brand ad alta crescita. Per EU/IT spiccano piattaforme con tesi industriali chiare su bakery, shelf-stable e beverage.
Deal europei indicativi (Q2 2025):
- Investindustrial → Grupo Alacant (Spagna, gelati): adiacenza su fresh/dairy; leva su stagionalità e impianti.
- Brynwood/Hometown Food → Chef Boyardee ($600m): iconic shelf-stable; blueprint di carve-out + re-platforming applicabile a EU.
- Calypso (Mason Wells) → Mela: functional hydration e sinergie DSD/supply chain; strategia replicabile su bevande salutistiche in EU.
Implicazioni per l’Italia. La tradizione produttiva (salse, conserve, bakery dolce/salato, ingredientistica) e la ricchezza di PMI familiari aprono asset “giusti” per:
- platform su brand con export potenziale,
- add-on regionali per densità logistica e share of shelf,
- minority growth su brand wellness/functional con founder-led leadership.
SCENARI DI EXIT
Il canale di uscita dominante resta l’acquisizione strategica.
H1 2025: 54 exit, di cui 31 acquisizioni strategiche, 19 buyout e 4 IPO; la finestra di mercato per le quotazioni resta stretta, mentre i corporate buyer mantengono appetito per marchi con digital readiness e linee sostenibili.
Perché EU/IT ne beneficiano: i gruppi alimentari europei cercano crescita inorganica su categorie wellness/premium e piattaforme “center-store” con supply chain efficienti; le PMI italiane con brand “heritage” + innovazione prodotto sono target naturali di trade sale.
DEAL FLOW MOMENTUM
La sequenza di deal Q2’24–Q2’25 mostra normalizzazione del volume con fisiologica selettività:
- Q2’24: 119
- Q3’24: 132
- Q4’24: 105
- Q1’25: 95
- Q2’25: 92
AREE DA ATTENZIONARE
- Shelf-stable & bakery specialty: ottimo terreno di roll-up (sinergie di acquisti, produzione e route-to-market; arbitraggio multipli).
- Functional beverages / nutrizione: selezionare brand con gross margin robusto, DSD o canali digitali scalabili, gestione capex/logistica prudente (segmento “caldo”, rischio overpay).
- Pet food: investire su capacità produttiva (co-manu/impianti), formulazioni funzionali e private label di qualità (domanda resiliente).
- Fresh packaged: puntare a operational excellence (S&OP, waste management, shelf-life tech) e contratti GDO multi-paese per ridurre volatilità.
Leve di creazione valore:
- Piattaforme EU con hub italiani: ingredientistica/dolciario come “spine industriali” per add-on regionali.
- Trade readiness from Day-1: governance, KPI commerciali e scorecard ESG già “IPO-ready”, utile anche per la vendita a corporate.
- Finanza: mix private credit + capex discipline per sostenere M&A, proteggendo IRR da cicli tassi/prezzi materie prime.
- Canali: densità distributiva (GDO/DSD/foodservice) e e-commerce direzionale per spingere premium mix.
- People: mantenere leadership founder-led nei minority; inserire industrial operators nei buyout per scalare.
Il F&B europeo/italiano offre nel 2025–2026 finestre concrete per: (i) platform su shelf-stable/bakery con export e private label, (ii) add-on mirati su nicchie “better-for-you”, (iii) minority in brand functional/health-driven a forte trazione.
Uscita attesa prevalentemente trade sale.
Chi struttura fin da subito industrial playbook, readiness di governance e canali scalabili massimizza probabilità di multipli di uscita premium.
Hybris Corporate Finance ha nel Food & Beverage uno dei propri verticali storici. Un team dedicato integra M&A sell-side/buy-side, Debt & Private Credit Advisory, Valuation/Fairness Opinion e Capital Solutions, con esperienza su sottosegmenti chiave: shelf-stable e bakery, beverage e functional, ingredientistica, fresh packaged e pet food. Lavoriamo su piattaforme e build-up, carve-out da corporate, passaggi generazionali e progetti di internazionalizzazione, supportando gli azionisti lungo tutto il ciclo: tesi industriale, value creation plan/100-day plan, readiness ESG e preparazione all’exit verso strategici.
Il Centro Studi HCF alimenta i deal con analisi proprietarie su trend, multipli e peer set europei, per decisioni rapide e informate. Obiettivo: trasformare imprese solide in campioni di categoria, con processi di esecuzione rigorosi e una copertura cross-border verso fondi e corporate attivi nel settore.
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